Dal 9 all’11 ottobre saremo a Parma per la terza edizione di FRAGILE, il Festival delle Arti e Discipline Sostenibili, di cui quest’anno A Fuoco è digital media partner.
Ricordate? Ci eravamo già passati lo scorso anno con un panel dedicato a crisi climatica e disinformazione, ma quest’anno abbiamo deciso di raddoppiare.
Lo faremo con due incontri che partono da punti diversi, ma finiscono per incontrarsi sulla stessa domanda: come si costruisce oggi un’azione collettiva intorno alla crisi climatica?
Perché nel frattempo qualcosa è cambiato. La crisi è diventata più visibile, più concreta, più difficile da ignorare. Eppure l’attenzione pubblica sembra essersi spostata altrove, l’ondata di mobilitazione climatica degli ultimi anni si è in parte ritirata e le politiche ambientali incontrano resistenze sempre più forti.
È da qui che partiremo a Parma.
Nessuno si salva da solo
Venerdì 9 ottobre alle 18, Simone Fontana dialogherà con Sofia Pasotto in un incontro dal titolo Nessuno si salva da solo.
Proveremo a capire cosa resta della grande stagione dell’attivismo climatico degli ultimi anni: cosa ha funzionato, cosa no, che cosa ha lasciato dietro di sé. E soprattutto come si può trasformare la consapevolezza della crisi – e anche la protesta – in qualcosa capace di produrre potere reale e cambiamento.
Il titolo è piuttosto eloquente. La crisi climatica non è un problema che possiamo risolvere sommando comportamenti individuali virtuosi. O almeno, non solo. È una questione di infrastrutture, città, lavoro, disuguaglianze, rapporti di forza. E quindi, inevitabilmente, di politica.
Sofia aveva già scritto su A Fuoco, insieme a Demetrio Marra, proprio partendo da uno spazio molto concreto in cui questi rapporti di forza diventano visibili: la strada. In Ripensare la mobilità urbana per reimmaginare le nostre società raccontava la mobilità non come una semplice questione di mezzi di trasporto, ma come un terreno su cui si incrociano sicurezza, ecologia, privilegi e possibilità di immaginare città diverse.
È un discorso che porteremo avanti anche a Parma: perché prendere coscienza di un problema è essenziale, ma la domanda successiva è sempre che cosa possiamo farne, insieme.
Il paradosso verde
Domenica 11 ottobre alle 18, invece, Francesca Capoccia intervisterà Ferdinando Cotugno in un panel intitolato Il paradosso verde.
Il punto di partenza è un’apparente contraddizione: proprio mentre gli effetti della crisi climatica diventano sempre più evidenti, cresce anche il rifiuto di molte delle politiche pensate per affrontarla.
Perché succede?
C’entrano i costi (reali o percepiti) della transizione, la distribuzione di quei costi, un ambientalismo spesso raccontato come elitario, la capacità dei populismi di intercettare paure e risentimenti. Ma c’entra anche il modo in cui in questi anni abbiamo parlato di clima.
Forse, insomma, non basta avere ragione sui dati. Bisogna anche chiedersi come si costruisce consenso intorno alla trasformazione che quei dati rendono necessaria.
Anche Ferdinando è già passato da queste parti. In uno dei primi numeri di A Fuoco aveva provato a smontare un’altra forma di paralisi climatica: l’idea che sia ormai troppo tardi per fare qualcosa. Il punto del suo pezzo era semplice e tutt’altro che consolatorio: una parte del danno è ormai inevitabile, ma l’entità finale della crisi non è ancora scritta. Ogni frazione di grado evitata continua a fare una differenza, e le nostre scelte continuano quindi ad avere un peso.
A distanza di qualche anno, la questione si è fatta forse ancora più politica: se sappiamo che intervenire è necessario, perché diventa così difficile farlo?
I due incontri di FRAGILE partono da qui.
Dalla distanza che esiste tra sapere e agire, tra urgenza e consenso, tra protesta e potere. E dalla convinzione che la crisi climatica non possa essere affrontata soltanto come un problema tecnico o individuale.
In fondo, è anche un modo per prendere sul serio l’idea che sta alla base del festival: riconoscere una fragilità non significa arrendersi a quella fragilità. Può essere, al contrario, il punto da cui cominciare a costruire qualcosa insieme.
Perché nessuno si salva da solo, certo. Ma soprattutto perché da soli non si cambia quasi niente.
Ci vediamo a Parma. Ingresso libero, registrazione su Dice.
9 ottobre, ore 18 — Nessuno si salva da solo
Simone Fontana dialoga con Sofia Pasotto
11 ottobre, ore 18 — Il paradosso verde
Francesca Capoccia intervista Ferdinando Cotugno




