Faccio un appunto che non era presente nel testo, ma che ritengo fondamentale: le auto sono un costo, ed abbattere questi costi ci rende anche più ricchi
Le automobili trascorrono gran parte del loro tempo ferme, con stime che indicano che le auto sono parcheggiate per circa il 70% del tempo. Questo dato, emerso da uno studio di Legambiente, sottolinea l'inefficiente utilizzo delle automobili, specialmente in ambito urbano.
Tempo fa e spesso accadde che vi sono manifestazioni in giro per il Paese promosse a vario titolo da chi più e chi meno, lavora nel settore auto, chiedendo alle istituzioni di obbligare i produttori a produrre auto per dare lavoro alle persone, ovvio che tutto questo e circoli vizioso, auto prodotte e messe in circolazione con tutti nessi e connessi: la politica e sindacati sono a favore delle auto, non se ne esce se non cambia drasticamente ciò che si produce non più auto ma altro...
L' industria automobilistica e ancora preminente nella panorama economico italiano e con essi sono collegati molti settori economici nonché milioni di posti di lavoro, se non c'è un sistema economico completamente diverso è soprattutto la volontà politica di orientarsi verso lo sviluppo di altri settori economici e non più le auto, allora forse qualcosa potrà cambiare! Intanto andiamo a piedi e con mezzi diversi per il resto si vedrà!
Magari! bisognerà anche pensare ad riconvertire anche un sistema economico ad esso collegato qualora si arrivasse alla fine delle auto, che oggi non servono a spostarsi ma a consumare carburante ed a mettere in moto indotto economico ed servizi! Molte attività ad esse connesse dovrebbero giocoforza terminare oppure riconvertirsi! E una sfida enorme ma ci si può riuscire! A Piccoli Passi!
Finché possedere un’auto continuerà a essere un ambito status symbol per identità individuali e collettive, specie in contesti dove se ne può fare a meno—città medio-grandi con rispettabilissimi sistemi di trasporto pubblico—trovo difficile che certe iniziative otterranno il sostegno cittadino di cui hanno bisogno. E non è solo una questione psicologica o di alternative alla mobilità, ma anche di progettazione intrinseca dei servizi di prima necessità e di come renderli accessibili a piedi nel giro di brevi distanze, come ne parla ampiamente Ozzie Zehner nel suo libro Green Illusions.
E' così, il cambiamento deve essere culturale, oltre che strutturale. Avanzando a piccoli passi, e coinvolgendo la cittadinanza attraverso processi partecipativi, è possibile non solo immaginare una città diversa, ma anche realizzarla. Ne sono prova le varie sperimentazioni che già esistono in giro per l'Europa e per il mondo.
Tutto giusto e utopicamente bello ma...ci vogliono una pacca di miliardi per fare tutto questo e non ci sono.
E non ci sono neppure le capacità politiche, non a caso, a dimostrazione che queste capacità sono latenti, si vieta la circolazione degli EURO 5 e...poi sono cavoli nostri.
No, così non può essere accettabile, non può esserlo perchè si scarica il problema sul cittadino senza offrire nessuna alternativa.
Senza contare che l'EURO 5 allora è stata una bufala, am questa è un'altra storia...
No, le cose o si fanno come si deve, tirando fuori i miliardi che servono, oppure meglio che rimangano come sono perchè l'alterativa sarebbe peggiorativa per la vita e il lavoro della popolazione.
Ripeto che è tutto giusto ma vedo che il treno costa un botto così come tutto il trasporto pubblico in genere, costa un botto e non è efficiente, quindi prima di OBBLIGARE il cittadino a rinunciare, iniziamo a dare delle alternative, che se ben sviluppate sapranno da sole limitare il traffico cittadino.
Prima i soldi, i politici e le soluzioni, gli OBBLIGHI e i DIVIETI servono solo a dimostrare che non c'è nessun paino serio per risolvere il problema.
La responsabilità del cambiamento è sicuramente politica, e non del singolo individuo, ma esistono delle possibilità di cambiamento che non necessariamente necessitano di un grosso investimento iniziale - posto che sul lungo periodo i benefici superano i costi. Sicuramente ci vuole visione e voglia di cambiare, alcune amministrazioni stanno dimostrando che è possibile.
l'auto risponde al bisogno di mobilità che non sarà mai soppresso. È giusto limitare le auto nei centri storici come già avviene. Ma la risposta al bisogno di mobilità si avrà modificando il paradigma di utilizzo dell' auto. Non più auto di proprietà ma servizio fruibile su abbonamento: per l'utente azzeramento dei costi di assicurazione, box, parcheggio,....Quante auto sono parcheggiate in strada o nel box per essere usate sporadicamente che potrebbero sparire ? Sembra un sogno ma penso che la tecnologia ci arriverà, abbiamo tutti i componenti: car sharing, guida autonoma, elettrico...
E' così, tanto che già oggi esistono contesti urbani dove è possibile - anzi, è più facile - spostarsi senza auto: metro, autobus, tram, car sharing, bike sharing... Il diritto alla mobilità va tutelato, ma bisogna mettersi nell'ottica che a garantirlo non possono essere le auto private.
Faccio un appunto che non era presente nel testo, ma che ritengo fondamentale: le auto sono un costo, ed abbattere questi costi ci rende anche più ricchi
Concordo in pieno! Io non la possiedo ed il risparmio e notevole! Oltretutto si riducono anche i rischi di incidenti stradali spesso ahimè mortali!
Le automobili sono un paradosso.
Le automobili trascorrono gran parte del loro tempo ferme, con stime che indicano che le auto sono parcheggiate per circa il 70% del tempo. Questo dato, emerso da uno studio di Legambiente, sottolinea l'inefficiente utilizzo delle automobili, specialmente in ambito urbano.
Autoimmobili?
Tempo fa e spesso accadde che vi sono manifestazioni in giro per il Paese promosse a vario titolo da chi più e chi meno, lavora nel settore auto, chiedendo alle istituzioni di obbligare i produttori a produrre auto per dare lavoro alle persone, ovvio che tutto questo e circoli vizioso, auto prodotte e messe in circolazione con tutti nessi e connessi: la politica e sindacati sono a favore delle auto, non se ne esce se non cambia drasticamente ciò che si produce non più auto ma altro...
L' industria automobilistica e ancora preminente nella panorama economico italiano e con essi sono collegati molti settori economici nonché milioni di posti di lavoro, se non c'è un sistema economico completamente diverso è soprattutto la volontà politica di orientarsi verso lo sviluppo di altri settori economici e non più le auto, allora forse qualcosa potrà cambiare! Intanto andiamo a piedi e con mezzi diversi per il resto si vedrà!
Magari! bisognerà anche pensare ad riconvertire anche un sistema economico ad esso collegato qualora si arrivasse alla fine delle auto, che oggi non servono a spostarsi ma a consumare carburante ed a mettere in moto indotto economico ed servizi! Molte attività ad esse connesse dovrebbero giocoforza terminare oppure riconvertirsi! E una sfida enorme ma ci si può riuscire! A Piccoli Passi!
Finché possedere un’auto continuerà a essere un ambito status symbol per identità individuali e collettive, specie in contesti dove se ne può fare a meno—città medio-grandi con rispettabilissimi sistemi di trasporto pubblico—trovo difficile che certe iniziative otterranno il sostegno cittadino di cui hanno bisogno. E non è solo una questione psicologica o di alternative alla mobilità, ma anche di progettazione intrinseca dei servizi di prima necessità e di come renderli accessibili a piedi nel giro di brevi distanze, come ne parla ampiamente Ozzie Zehner nel suo libro Green Illusions.
E' così, il cambiamento deve essere culturale, oltre che strutturale. Avanzando a piccoli passi, e coinvolgendo la cittadinanza attraverso processi partecipativi, è possibile non solo immaginare una città diversa, ma anche realizzarla. Ne sono prova le varie sperimentazioni che già esistono in giro per l'Europa e per il mondo.
Verissimo, ancora in Italia c'è la cultura dell' auto come elemento di libertà personale ed individuale. Siamo ancora molto indietro!
Tutto giusto e utopicamente bello ma...ci vogliono una pacca di miliardi per fare tutto questo e non ci sono.
E non ci sono neppure le capacità politiche, non a caso, a dimostrazione che queste capacità sono latenti, si vieta la circolazione degli EURO 5 e...poi sono cavoli nostri.
No, così non può essere accettabile, non può esserlo perchè si scarica il problema sul cittadino senza offrire nessuna alternativa.
Senza contare che l'EURO 5 allora è stata una bufala, am questa è un'altra storia...
No, le cose o si fanno come si deve, tirando fuori i miliardi che servono, oppure meglio che rimangano come sono perchè l'alterativa sarebbe peggiorativa per la vita e il lavoro della popolazione.
Ripeto che è tutto giusto ma vedo che il treno costa un botto così come tutto il trasporto pubblico in genere, costa un botto e non è efficiente, quindi prima di OBBLIGARE il cittadino a rinunciare, iniziamo a dare delle alternative, che se ben sviluppate sapranno da sole limitare il traffico cittadino.
Prima i soldi, i politici e le soluzioni, gli OBBLIGHI e i DIVIETI servono solo a dimostrare che non c'è nessun paino serio per risolvere il problema.
La responsabilità del cambiamento è sicuramente politica, e non del singolo individuo, ma esistono delle possibilità di cambiamento che non necessariamente necessitano di un grosso investimento iniziale - posto che sul lungo periodo i benefici superano i costi. Sicuramente ci vuole visione e voglia di cambiare, alcune amministrazioni stanno dimostrando che è possibile.
l'auto risponde al bisogno di mobilità che non sarà mai soppresso. È giusto limitare le auto nei centri storici come già avviene. Ma la risposta al bisogno di mobilità si avrà modificando il paradigma di utilizzo dell' auto. Non più auto di proprietà ma servizio fruibile su abbonamento: per l'utente azzeramento dei costi di assicurazione, box, parcheggio,....Quante auto sono parcheggiate in strada o nel box per essere usate sporadicamente che potrebbero sparire ? Sembra un sogno ma penso che la tecnologia ci arriverà, abbiamo tutti i componenti: car sharing, guida autonoma, elettrico...
E' così, tanto che già oggi esistono contesti urbani dove è possibile - anzi, è più facile - spostarsi senza auto: metro, autobus, tram, car sharing, bike sharing... Il diritto alla mobilità va tutelato, ma bisogna mettersi nell'ottica che a garantirlo non possono essere le auto private.
Verissimo